PERCHé SONO PARTITO

Lavoravo in un bell’ufficio con le finestre rivolte a est sul nuovo cimitero del paese. La vista di continui funerali ha piantato nella mia testa la certezza che un giorno sulla macchina in testa al corteo ci sarei stato io. Avevo vent’anni e il tabù della morte, che la nostra società tanto ostenta, si era infranto e non avevo assolutamente i mezzi per gestire questo angosciante pensiero. C’erano 300m tra la mia scrivania e il cimitero, la prospettiva di una vita spesa in una distanza così breve mi terrorizzava. D’istinto ho deciso che il solo modo per beffare la morte sarebbe stato vivere intensamente ogni millimetro di quei 300m e viaggiare di sicuro il miglior stratagemma per fare accadere più cose possibili in uno spazio così breve.

Correva l’anno 2000 e sono partito per non fermarmi più.

Prima della bicicletta

Nei primi cinque anni di viaggio mi sono diviso tra l’India e il Sud America con soste nei rifugi di montagna delle Alpi dove facevo le stagioni come cuoco. Ero assiduamente alla scoperta delle più interessanti esperienze spirituali per cui ho incontrato sciamani, santoni e guru, con la speranza di trovare le risposte alle domande esistenziali.  

Assieme alla ricerca interiore ho iniziato a scalare montagne, anche impegnative, ma l’alpinismo non sembrava ricalcare la mia vocazione di viaggiatore tra la gente e con la gente. 

In uno di questi pellegrinaggi mi sono imbattuto in una viaggiatrice in bicicletta che mi ha raccontato la sua esperienza. Da quell’incontro nacque una curiosità senza pari.

IN BICICLETTA

Nel 2005 mi è stata regalata una bicicletta da 50€: era giunto il momento d’iniziare a viaggiare raso terra. Ho pedalato più di 8.000km in Asia ed è stato amore all’istante.

Nel 2008 ho deciso di alzare l’asticella tentando con successo la traversata totale del Tibet da est a ovest: 6.000km superando 24 checkpoint e venendo arrestato una volta sola. 

Nel 2010 ho accompagnato in tandem l’amico ipovedente Simone Salvagnin dall’Italia fino in Uzbekistan, pedalando insieme oltre 9.000km.

Appena tornato ho sentito l’esigenza di un’esperienza in solitaria per cui ho risalito tutto il Sud America, dalla Patagonia fino in Venezuela, per 10.000km attraverso tutta la catena delle Ande.

Nel 2013 ho ripreso la rotta verso Nord da Panama fino a Vancouver pedalando altri 10.000km

Nel 2014 era il momento di rispondere al richiamo del continente africano per cui ho pedalato da Addis Abeba fino a Cape Town, coprendo circa 9.000km

Al ritorno è iniziato un periodo di relativa calma, in cui mi ero perfino comprato un divano ambendo una vita sedentaria. 

Come non detto. Nel 2017 sono risalito in sella per attraversare la  Siberia in pieno inverno a -60°C, scoprendo solo sul posto di essere stato il primo a riuscire nell’impresa. 

Dopo questi oltre 2.000km era previsto il rientro comodamente seduto in aereo, ma i casi della vita hanno insistito affinché tornassi a casa in bici pedalando per ben 17.000km

Dopo questo viaggio sono diventato una guida di viaggi in bicicletta ed ho pedalato in Sud America per svariate migliaia di chilometri accompagnando provetti avventurieri.

Nel 2021 ho subito una seria frattura di una caviglia durante una arrampicata in montagna e, per convincermi di poter ritornare come prima, decido di tentare nuovamente l’esperienza più difficile che avevo mai fatto fino ad allora. Sono ritornato in Siberia  ancora zoppicante con l’amico Stefano Gregoretti  che, grazie alle sue competenze, ha reso questo viaggio perfino divertente nonostante la difficoltà.

Attualmente dirigo la Bike Travel Experience per dare la possibilità, a chi ama la bicicletta, di pedalare nei luoghi più belli ed estremi del pianeta.