2010/anno
131/giorni
9000/Km

Sono riuscito a trasformare il mio sogni di andare in India nel mio peggiore incubo.

Italia – Uzbekistan

A volte l’entusiasmo per quello che più ci piace  si affievolisce un po. Le cause sono innumerevoli ma credo che più di tutto subentri la monotonia degli stessi gesti quotidiani. Ed ecco che mi si affaccia un’occasione a cui mi è difficile dire di no. Il mio amico Simone mi chiede di venire con me nel prossimo viaggio verso l’India e la cosa mi è molto interessante. Simone è ipovedente e non può guidare una bici da solo ma con un tandem la cosa sembra possibile. In qualche mese troviamo sponsor e un gran numero di persone che ci vogliono aiutare ed eccoci pronti a partire verso l’estremo oriente. Per motivi tecnici ci mettiamo in viaggio con un pauroso ritardo sulla tabella di marcia e siamo costretti a viaggiare velocemente per non trovarci nel mezzo dell’inverno sulle montagne del Karakoram. Attraversiamo i Balcani fino in Turchia dove tentiamo inutilmente di avere il visto per l’Iran. Demoralizzati decidiamo di continuare verso la Georgia da dove riusciamo ad ottenere il visto tanto desiderato con roccamboleschi stratagemmi. Attraverso l’Armenia arriviamo in Iran e la sorpresa per questo paese è dirompente. Siamo considerati da tutti e dovunque come l’ospite d’onore e l’accoglienza è talmente forte che spesso ci imbarazza. Via come proiettili verso il Turkmenistan e siamo costretti a pedalarlo tutto in soli cinque giorni. Arriviamo in Uzbekistan e c’accorgiamo che il ritardo è incolmabile, fra poco i passi di montagna saranno coperti di neve e una parte dell’unica strada per l’India è crollata. Sconfortati da questo anche la nostra intesa, già vacillante, si sgretola e non c’è soluzione alcuna che tornare a casa. Viaggiare con un disabile è senza dubbio la prova più dura a cui io sia mai stato sottoposto. La pressione degli sponsor e i giornali hanno fatto il resto. Sono riuscito a trasformare il mio sogni di andare in India nel mio peggiore incubo.