QUANTO MI DEVO ALLENARE PER UN VIAGGIO IN BICICLETTA?

Decine di persone mi hanno scritto per avere dei dettagli sull’allenamento ideale per affrontare un lungo viaggio in bici. Provo una certo imbarazzo nell’ammettere che non mi sono mai allenato in previsione di una partenza. Non ho mai inforcato la bici con l’intenzione di andare più veloce di ieri, non ho seguito tabelle di allenamento per incrementare la forza e la resistenza, non ho mai guardato un cronometro né gareggiato con un amico per arrivare primo. Per tutta la vita ho solo e semplicemente pedalato per conoscere quello che avrei trovato oltre la prossima curva.

Perciò a questa importante domanda ti rispondo che dal mio punto di vista non serve allenarsi come fa uno sportivo ma come fa un viaggiatore in procinto di esaudire il suo più grande sogno.

Se sei un ciclista, concorderai che l’allenamento è probabilmente l’essenza stessa di questo magnifico sport: vedere come le proprie prestazioni migliorino nel tempo, riuscire a percorrere distanze sempre maggiori, imparare a controllare la fatica, sono tutti elementi che danno enormi soddisfazioni. Bellissimo ma questo è sport, quello che vuoi fare tu è un’altra cosa. Passerai la maggior parte dei prossimi mesi in sella alla tua bicicletta carica all’inverosimile, pedalerai su strade sconosciute, tra persone che non hanno la minima idea del posto da dove tu venga. Affronterai i più assurdi guasti meccanici, dormirai per terra, ti laverai nei fiumi, ti orienterai con il sole, mangerai con le bacchette e conterai le ore al canto del muezzin. Rimarrai stordito di felicità per le meraviglie che vedrai e ti commuoverai per le vite delle persone che incontrerai. Dovrai affogare nel marasma delle burocrazie di frontiera e procurarti tutti i documenti necessari per proseguire il tuo viaggio, forse verrai arrestato o forse ti ruberanno tutto, forse ti innamorerai, magari non tornerai mai più a casa. Molto probabilmente vivrai la più grande avventura della tua vita!

Per fare tutto questo, ti assicuro che la potenza delle tue gambe e la capienza dei tuoi polmoni non sono le cosa più importante. Perciò ti dico che secondo me non ha molta importanza quanto tu sia allenato fisicamente per affrontare un’avventura del genere, conta molto di più la tua apertura mentale e la voglia di conoscere persone e stili di vita diversi dal tuo, conta il tuo spirito di adattamento e la tua capacità di sopportare le indicibili fatiche che ti troverai ad affrontare, conta la tua predisposizione a socializzare col prossimo senza una lingua comune, conta il rispetto che avrai per ogni singolo essere vivente che incontrerai sulla tua strada. I muscoli servono ben poco in tutto questo calderone di emozioni e d’incontri che noi viaggiatori chiamiamo VITA.

E’ ciò che sei già ad infonderti l’impulso per partire e per poter pedalare  migliaia di chilometri. Se chiami Negro un africano, se pensi che bisogna rimandali tutti a casa, se pensi che l’islam sia il male del mondo, se pensi che chi crede in un altro dio sia inferiore, se pensi che i poveri se la sono cercata, se credi ciecamente a quello che scrivono i giornali, se pensi di aver capito già il mondo, se pensi di essere migliore di altri allora non osare partire mai. Ma se brucia dentro te l’irresistibile desiderio di vedere cosa c’è la’ fuori e lo vuoi fare a raso terra, tra la gente e con la gente allora la tua vita fino ad ora ti ha già allenato abbastanza per prendere la bici e partire.

Di questa tua curiosità ti sei nutrito fino ad oggi e adesso la devi espandere all’infinito per riuscire a decodificare tutto quello che ti accadrà nel viaggio. Sii pronto a farti sconvolgere e escogita il miglior modo per lasciare che accada, perché solo fondendoti con tutto quello che vedrai potrai davvero imparare qualcosa dagli altri e dare un senso a questa tua avventura.

Quindi allena la tua coscienza ad interpretare gli eventi che ti accadranno. Divora libri di viaggio, passa notti nel web per leggere tutto quello che trovi sui paese che vuoi visitare, comprendi la loro politica, le loro leggi e i loro costumi, solo così sarai veramente pronto per partire senza nessun timore.

Ovviamente tra un libro e una ricerca in internet è sacrosanto un bel giro in bicicletta ma non con l’intento di potenziare il fisico ma di prendere dimestichezza con quella che sarà la tua inseparabile alleata.

Sostengo a gran voce che prima di partire ti devi allenare a rimanere in sella.

Molto presto ti troverai a pedalare per interminabili ore e dovrà avvenire nel modo più naturale possibile e sopratutto comodamente seduto in sella. Per questo la cosa più importante da fare adesso è regolare perfettamente il tuo mezzo in base alle tue caratteristiche corporee. Quindi aggancia tutte le borse e comincia a pedalare!

Sei sbilanciato? Quasi cadi? è del tutto normale. Il tuo senso dell’equilibrio non si è mai dovuto cimentare nella gestione di una massa così grande ne tantomeno con forze sconosciute scatenate da tutti gli oggetti che ti porti nelle borse.  Se la prima sensazione che hai è simile a quando ti hanno tolto le rotelle dalla Graziella allora sei sulla strada giusta. Non preoccuparti e continua a pedalare. Più chilometri fai più impari a riconoscere tutte le nuove oscillazioni e sopratutto ad ascoltare la torsione del telaio che, con il passare del tempo, diventerà un tutt’uno con il tuo corpo.

Se dopo un centinaio di chilometri il tuo cervello ha ritrovato l’equilibrio si può fare ancora di più per migliorare l’armonia tra te e la bicicletta.

Inizia a percepire se la tua postura è corretta e prova ogni combinazione possibile per aumentare il comfort. Alza il manubrio, sposta indietro la sella, alzala di cinque millimetri, ecc. Pedala fino a che ti sembra che di meglio non puoi ottenere. Questa fase per me è molto lunga e delicata, ti consiglio di fare parecchi chilometri con le chiavi a brugola sotto mano in modo da modificare al volo il tuo assetto.

Fatto questo, per migliorare ancora la tua andatura, devi imparare a bilanciare i carichi continuando a spostare gli oggetti dentro le sacche per trovare l’assetto più stabile possibile.

Altra cosa che devi testare prima di partire è la sella. Se hai comperato una sella in pelle per lunghe distanze lo sai molto bene che, per essere davvero comoda, deve prendere la forma del tuo seder, fino ad allora sarà un incubo anche più delle altre. Quindi stai seduto sopra il più possibile e pedala. Le case costruttrici consigliano almeno 500Km e ti assicuro che dopo avrai la sensazione di stare seduto sul divano di casa tua.

Bene fra un test e l’altro a questo punto dovresti sentirti a tua agio sopra la bici, se hai fatto tutto per bene avrai macinato anche qualche centinaio di chilometri.

E come per incanto i tuoi muscoli ora sono più tonici e i tuoi polmoni un po’ più capienti. Secondo me hai fatto l’allenamento necessario per partire senza nessun problema e l’insieme di tutto la tua attrezzatura è ora ben posizionato.

Tieni presente che la ricerca dell’assetto perfetto continuerà anche in viaggio perché, con l’esperienza, cercherai di migliorare le prestazioni del tuo mezzo fino all’inverosimile.

Ora sei tecnicamente preparato e pronto per cominciare a pedalare per le strade del mondo ma devi saperle sceglierle bene sopratutto al tuo debutto in questa splendida avventura. Una rotta troppo ambiziosa (montagne o deserti) o percorsi troppo difficili (paesi poveri o politicamente instabili) possono segarti letteralmente le gambe nonché  il morale facendo fracassare anche i tuoi più alti propositi. Il segreto per l’esordio memorabile è prevedere un inizio dolce e stimolante.

Non provare a scalare le Ande domani perché il tuo fisico non è pronto ma sopratutto la tua testa non ha ancora inquadrato cosa davvero devi fare per riuscirci. 

Studia sulla mappa un itinerario pianeggiante da fare attraverso una zona abitata così da non tirarti il collo su ripide salite e poter trovare cibo e alloggio molto facilmente.

E’ sufficiente qualche giorno sulla strada per avere un’idea generale del grado di sicurezza della zona, di cosa mangiare, di dove trovare l’acqua e quanto reagiscono i tuoi muscoli.

Ora puoi alzare l’asticella allungando la distanza giornaliere e eventualmente affrontare la salita. Rimarrai stupito della immediata risposta del tuo corpo. Ovviamente la notte crollerai come un macigno in un letargo rigenerante ma nel giro di un paio di settimane il tuo fisico si abituerà perfettamente al tuo nuovo stile di vita e potrai osare qualsiasi dislivello.

La perfetta forma fisica la raggiungerai sulla strada, pedalando giorno dopo giorno tra la gente sconvolgendoti per quello che vedrai e i chilometri scorreranno da se. Prima pochi poi sempre di più fino a lasciarti solo il limite delle ore di luce se no potresti continuare all’infinito.

Per sostenere la mia tesi potrei citare decine di viaggiatori partiti in bicicletta per distanze lunghissimi anche senza mai averne posseduta una prima ma solo con un irrefrenabile desiderio di conoscere.

Dimenticavo di dirti che ci sono anch’io tra loro.

12 commenti
  1. Stefano T. Fabrizi
    Stefano T. Fabrizi dice:

    Complimenti Dino. Cindivido al 100% I contenuti di questo bellissimo articolo. Seguirò con estremo interesse e curiosità gli altri tuoi articoli. Namastè

    Rispondi
  2. giancarlo diplotti
    giancarlo diplotti dice:

    Efficace questo articolo di Dino , nel mio piccolo ho capito che : prima cosa dimenticare le abitudini lasciarle a casa saranno i km il tuo allenatore e maestro del vivere in strada , ritorna un po bambino sognatore boy scout e costruisciti con parsimonia nei viaggi , nessuno e nato maestro .

    Rispondi
  3. felice
    felice dice:

    Complimenti Dino per l’articolo! Sono un ciclista agonista e viaggio in bici ormai da 15 anni. la differenza tra ciclista e ciclonauta o viaggiatore l’ hai resa bene. Condivido pienamente!

    Rispondi
  4. Cristian
    Cristian dice:

    “Se chiami Negro un africano, se pensi che bisogna rimandali tutti a casa, se pensi che l’islam sia il male del mondo, se pensi che chi crede in un altro dio sia inferiore, se pensi che i poveri se la sono cercata, se credi ciecamente a quello che scrivono i giornali, se pensi di aver capito già il mondo, se pensi di essere migliore di altri allora non osare partire mai”
    Credo invece che partire possa essere una buona medicina per aprire la mente a chiunque, quindi, partite tutti!
    Tanta stima comunque, buona strada ragasso 🙂

    Rispondi
  5. luigi gandini
    luigi gandini dice:

    ciao Dino, ho visto su SKY il tuo giro in Tibet.E’ stato emozionante rivefere alcuni luoghi e passaggi che ho fatto anch’io….ma tu in bici…grande.Ti esprimo tutta la mia gratitudine per te e per la tua filosofia di vita.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *